Skip to main content

L’audit fornitori è uno strumento strategico per garantire qualità, ridurre i rischi e proteggere la continuità operativa. Si tratta di un processo strutturato che consente di avere visibilità sulle performance dei partner di fornitura e di intervenire in modo tempestivo sulle criticità.

Un approccio efficace all’audit permette di collegare controlli, dati e azioni di miglioramento lungo tutto il ciclo Source-to-Pay. Ed è proprio qui che soluzioni digitali come Oxalys aiutano a trasformare l’audit in una leva di governance, integrandolo con la gestione fornitori, i contratti e i KPI di performance.

 

Audit fornitori: cos’è e perché è fondamentale nel procurement

Un audit fornitori è una verifica strutturata sul modo in cui un fornitore lavora. Serve a controllare se rispetta gli standard di qualità, le regole concordate e gli obblighi contrattuali. Può includere l’analisi dei documenti, il confronto con le persone coinvolte, i processi e, in alcuni casi, una visita presso il fornitore.

Nel procurement moderno, l’audit si configura come uno strumento fondamentale per prevenire problemi, aiutando a individuare criticità prima che diventino ritardi, non conformità o interruzioni delle forniture. L’obiettivo è chiaro: ridurre il rischio e aumentare l’affidabilità della supply chain

In concreto permette di:

  • verificare che i fornitori rispettino quanto promesso;
  • individuare punti deboli nei processi;
  • migliorare nel tempo qualità e livelli di servizio;
  • supportare scelte di qualifica e rinnovo contratti con dati concreti.

Un approccio che rende il procurement più solido e più prevedibile.

Potrebbe interessarti anche l’articolo Vendor management: il ruolo delle piattaforme SRM nella supply chain moderna.

 

Quando e per quali fornitori eseguire un audit

Uno degli errori più comuni è pensare che l’audit fornitori debba essere fatto allo stesso modo per tutti. In realtà, non tutti i fornitori hanno lo stesso impatto sul business e non tutti presentano lo stesso livello di rischio.

Nel procurement, l’audit è più efficace quando segue un approccio basato sulle priorità. In genere, è consigliabile concentrarsi in modo particolare su:

  • fornitori strategici, da cui dipendono processi critici o volumi di spesa rilevanti;
  • fornitori che operano su prodotti o servizi ad alto impatto sulla qualità finale;
  • fornitori nuovi, in fase di qualifica o onboarding;
  • fornitori che in passato hanno mostrato problemi di puntualità, qualità o compliance.

Oltre agli audit periodici, esistono anche situazioni in cui è utile intervenire in modo straordinario. Ad esempio, dopo un aumento delle non conformità, in seguito a cambi organizzativi del fornitore o quando cambiano requisiti normativi o contrattuali.

 

4 elementi chiave per preparare un audit efficace

La buona riuscita di un audit fornitori dipende in gran parte dalla preparazione. Senza un metodo chiaro, il rischio è di raccogliere molte informazioni ma poche realmente utili per prendere decisioni.

Il primo passo è definire con precisione cosa occorre verificare. Può trattarsi del rispetto degli standard di qualità, delle condizioni contrattuali, dei tempi di consegna o di specifici requisiti normativi. Avere obiettivi chiari aiuta a mantenere l’audit focalizzato ed evitare controlli generici.

È poi importante scegliere il tipo di audit più adatto alla situazione. In alcuni casi è sufficiente un’analisi documentale da remoto, ad esempio per verificare certificazioni o procedure. In altri casi, soprattutto per fornitori strategici o attività critiche, è utile un audit in presenza per osservare direttamente i processi.

Per rendere l’audit davvero efficace, è consigliabile preparare:

  1. una checklist strutturata con tutti i punti da verificare;
  2. l’elenco dei documenti richiesti al fornitore;
  3. i criteri di valutazione da utilizzare;
  4. le persone interne coinvolte nel processo (procurement, qualità, legale se necessario).

Infine, è necessario comunicare in anticipo al fornitore scopo e ambito dell’audit. Questo favorisce la collaborazione e garantisce che le informazioni necessarie siano preparate e disponibili. 

Prenota una demo

Come gestire un audit fornitori in modo strutturato

Una volta avviato, l’audit deve essere gestito con metodo. Non serve raccogliere grandi quantità di informazioni se poi non vengono utilizzate per migliorare i rapporti con i fornitori.

Durante la verifica è importante seguire una checklist chiara e raccogliere evidenze concrete, come documenti, processi osservati e risposte alle domande. Questo aiuta a evitare valutazioni soggettive e a mantenere l’audit focalizzato sui punti che contano davvero.

Al termine, il risultato deve essere semplice da leggere. Un buon report di audit evidenzia cosa funziona, cosa va migliorato e quali azioni sono necessarie, con tempi e responsabilità ben definiti.

Il passaggio più importante è il follow-up. Senza il controllo sulle azioni correttive, l’audit perde valore. Monitorare i miglioramenti nel tempo permette invece di ridurre le criticità e aumentare l’affidabilità dei fornitori.

Leggi anche l’articolo Gestione acquisti: guida pratica per migliorare controllo e visibilità

 

Perché digitalizzare il processo di audit fornitori

In molte aziende, l’audit fornitori viene ancora gestito con file Excel, email, documenti sparsi e report salvati in cartelle diverse. Questo rende il processo lento, difficile da controllare e poco utile dal punto di vista decisionale.

Digitalizzare l’audit significa prima di tutto portare ordine. Checklist, documenti, risultati delle verifiche e azioni correttive vengono centralizzati in un unico ambiente, sempre aggiornato e accessibile alle persone coinvolte.

Un processo digitale permette di:

  • pianificare gli audit in modo strutturato;
  • standardizzare le checklist e i criteri di valutazione;
  • tracciare in modo chiaro non conformità e azioni correttive;
  • definire e gestire penali verso fornitori irregolari; 
  • monitorare l’evoluzione delle performance dei fornitori nel tempo.

Inoltre, quando l’audit è integrato con gli altri processi di procurement (come gestione fornitori, contratti, ordini e KPI) diventa una vera leva di governance. Le informazioni raccolte durante le verifiche alimentano direttamente la valutazione dei fornitori e supportano decisioni più rapide e più consapevoli. Oxalys fornisce non solo dashboard di monitoraggio dei KPI ma anche possibilità di esportare con un click i report dei fornitori in ottica audit-ready qualora ci siano ispezioni esterne.

È in questa logica che piattaforme Source-to-Pay come Oxalys permettono di collegare audit, performance e compliance in un unico flusso digitale, trasformando l’audit da attività manuale a processo strutturato e orientato al miglioramento continuo. 

 

Vuoi digitalizzare e strutturare il processo di audit fornitori all’interno di un flusso Source-to-Pay completo? Scopri come Oxalys può aiutarti a migliorare governance, performance e continuità operativa. Prenota una demo.

Domande frequenti 

Cosa si intende per audit dei fornitori?

È una verifica strutturata con cui l’azienda controlla se un fornitore rispetta standard di qualità, requisiti normativi, processi concordati e obblighi contrattuali. Serve a prevenire problemi e migliorare le performance della supply base.

Che cos’è un audit ai fornitori critici?

È un audit mirato sui fornitori che hanno un impatto elevato su continuità operativa, qualità o rischio. Si concentra su quei partner da cui dipendono processi o forniture strategiche per l’azienda.