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Il controllo fornitori è spesso trattato come una mera attività operativa. In realtà è uno degli elementi che incidono di più sulla qualità delle decisioni di acquisto e sulla stabilità della supply chain.

Nell’esperienza di Oxalys, molte aziende faticano ad avere una visione chiara dei propri fornitori. I dati sono distribuiti tra sistemi diversi, le valutazioni non sono coerenti, aggiornate e risulta difficile capire dove si concentrano davvero rischi e criticità. Controllare i fornitori significa avere accesso a informazioni affidabili, confrontabili nel tempo e utilizzabili per prendere decisioni

 

Cosa significa davvero avere il controllo sui fornitori

In molte organizzazioni il controllo si basa ancora su informazioni parziali, raccolte in momenti diversi e difficili da confrontare. Questo rende complesso individuare trend, criticità ricorrenti o segnali di rischio.

Un controllo efficace richiede invece 3 elementi

  1. Disponibilità dei dati;
  2. Coerenza delle informazioni;
  3. Continuità nel monitoraggio

Senza queste condizioni, anche le valutazioni più accurate rischiano di perdere valore nel tempo. Il punto non è quindi raccogliere più dati, ma riuscire a utilizzarli in modo strutturato per supportare le decisioni del procurement.

 

Dove nasce il problema: perché il controllo fornitori spesso non funziona

Nella maggior parte delle aziende il problema è la frammentazione dei dati. Le informazioni sui fornitori esistono, ma sono distribuite tra sistemi diversi (documenti archiviati localmente, dati amministrativi nei sistemi contabili, valutazioni gestite in file separati). In queste condizioni, costruire una visione coerente diventa complesso.

Un altro limite riguarda la continuità. Le valutazioni vengono spesso effettuate in momenti specifici, senza un monitoraggio costante. Questo rende difficile individuare trend o segnali di deterioramento delle performance.

Facciamo qualche esempio per comprendere a fondo il problema. 

 

Esempio 1: Difficoltà nel confronto tra fornitori

Un’azienda utilizza fogli Excel per valutare i fornitori. I criteri cambiano nel tempo e non sempre sono applicati in modo uniforme. Quando si tratta di confrontare due fornitori, le informazioni disponibili non sono omogenee e il confronto risulta poco affidabile.

 

Esempio 2: Mancanza di visibilità sui rischi

Un fornitore continua a essere utilizzato perché storicamente affidabile. Tuttavia, l’azienda registra ritardi ricorrenti nelle consegne e alcune criticità nella qualità. Le informazioni esistono, ma non sono raccolte in modo strutturato. Il rischio emerge solo quando l’impatto diventa evidente.

 

Esempio 3: Dati non aggiornati

Le certificazioni dei fornitori vengono archiviate, ma non sempre aggiornate. In fase di verifica interna o audit, l’azienda deve recuperare manualmente le informazioni, con tempi lunghi e margini di errore.

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I 3 livelli del controllo fornitori

Per rendere il controllo fornitori realmente efficace è utile distinguere tre livelli, che corrispondono a modalità diverse di osservazione e gestione dei fornitori.

 

1. Controllo operativo

Il primo livello riguarda le attività quotidiane. Si basa su dati legati all’esecuzione delle forniture.

Rientrano in questo livello:

  • Rispetto delle tempistiche di consegna;
  • Conformità delle forniture;
  • Eventuali incidenti nella fase di assistenza e/o fatturazione. 

Si tratta di informazioni che derivano direttamente dalle attività operative e che permettono di avere un primo riscontro sull’affidabilità del fornitore.

 

2. Controllo incrociato delle performance

Il secondo livello introduce una lettura più strutturata dei dati, perché analizza l’andamento dei dati nel tempo.

In questa fase vengono utilizzati indicatori che permettono di:

  • Confrontare i fornitori tra loro;
  • Monitorare l’evoluzione delle performance nel tempo;
  • Individuare eventuali scostamenti.

Il valore di questo livello sta nella possibilità di passare da una valutazione episodica a una valutazione continuativa.

 

3. Controllo del rischio

Il terzo livello riguarda la capacità di anticipare criticità. Non tutti i fornitori hanno lo stesso impatto sul business: alcuni possono essere facilmente sostituiti, altri incidono direttamente sulla continuità operativa.

Il controllo del rischio implica:

  • Comprendere il ruolo del fornitore nella supply chain;
  • Valutare il livello di dipendenza; 
  • Individuare possibili criticità e fornitori alternativi.

Questo livello richiede una visione più ampia, che integri dati operativi e informazioni sulla relazione con il fornitore.

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Come misurare le performance dei fornitori

La misurazione delle performance dei fornitori è efficace quando si basa su pochi elementi chiari e confrontabili nel tempo.

In generale, le informazioni si dividono in due categorie: dati operativi e valutazioni qualitative.

 

Tipologia Cosa include Cosa permette
Dati operativi Ritardi nelle consegne, volumi gestiti, non conformità Permettono di misurare in modo oggettivo l’affidabilità del fornitore
Valutazioni qualitative Capacità di risposta, collaborazione, qualità del servizio Aiutano a completare la valutazione con elementi legati alla relazione

 

I dati operativi mostrano cosa sta accadendo, mentre le valutazioni qualitative aiutano a interpretarlo. Quando entrambe le dimensioni sono disponibili e aggiornate nel tempo, diventa più semplice confrontare i fornitori e individuare eventuali criticità.

 

Perché il controllo fornitori senza dati strutturati non funziona

Il controllo fornitori richiede continuità e coerenza. Quando le informazioni sono distribuite tra strumenti diversi, diventa difficile avere una visione completa e aggiornata.

I dati operativi, le valutazioni qualitative e la documentazione dei fornitori vengono spesso gestiti separatamente. Questo rende complesso confrontare i fornitori, individuare criticità e monitorare l’evoluzione delle performance nel tempo.

In queste condizioni, anche le attività di controllo più strutturate perdono efficacia. Le informazioni esistono, ma non sono facilmente utilizzabili per supportare le decisioni.

È proprio su questo punto che soluzioni come Oxalys fanno la differenza.

La soluzione Oxalys consente di raccogliere e organizzare in un unico ambiente tutte le informazioni rilevanti sui fornitori, permettendo di avere una visione più chiara e strutturata, facilitando il monitoraggio continuo delle performance.

Quando i dati sono centralizzati e aggiornati, il controllo fornitori diventa più semplice da gestire e più utile per il procurement.

 

Come Oxalys supporta il controllo fornitori

Come abbiamo visto, il controllo fornitori richiede una visione chiara e strutturata. Oxalys permette di gestire tutto il processo in modo più coerente, centralizzando tutte le informazioni rilevanti in un unico ambiente.

La piattaforma consente di: 

  • Raccogliere dati anagrafici e documentali; 
  • Mantenere aggiornato lo storico delle relazioni – come fatture e partecipazione a gare (rfX);
  • Integrare queste informazioni con elementi utili alla valutazione.

Un aspetto centrale riguarda la possibilità di combinare dati oggettivi (come ritardi, volumi o eventuali incidenti) e valutazioni qualitative (raccolte attraverso questionari digitali).  Questo permette di costruire una visione più completa delle performance dei fornitori.

Oxalys consente inoltre di integrare dati provenienti da fonti esterne, come Cribis, Cerved o EcoVadis, arricchendo il profilo del fornitore con informazioni aggiuntive

 

Vuoi avere una visione più chiara e strutturata dei tuoi fornitori? Contattaci e richiedi una demo gratuita.

Domande frequenti

Cos'è il controllo fornitori?

Il controllo fornitori è l’insieme delle attività con cui un’azienda monitora le performance, l’affidabilità e i rischi legati ai propri fornitori. Include l’analisi di dati operativi, come consegne e qualità, e di valutazioni qualitative, utili per avere una visione completa della relazione nel tempo.